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Festival dei diritti

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Descrizione

Oggi, 20 novembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti dei bambini, la scuola è in festa! Ogni bambino sarà libero di uscire dalla propria sezione per muoversi in tutta la struttura e scegliere quale attività fare. Ogni sezione sarà adibita a laboratorio, un laboratorio diverso per sezione e i bambini potranno girare e fermarsi dove vorranno. Anche a pranzo potranno decidere di mangiare in una sezione, anziché un'altra. Sarà una bella occasione per permettere a tutti i bambini di stare con altri che non siano i loro compagni, di vivere un'esperienza nuova e di diverstirsi in allegria!

 

Diritto al gioco
 
UNO SPAZIO GRANDE E LIBERO. DENTRO E FUOTRI DI ME.
 
 
Diritto al gioco è diritto a uno spazio grande e libero. Dentro e fuori di me: per fare i giochi, immaginarli e deciderli.
È diritto a un bosco e a un prato. A una strada e a un cortile.
È diritto a una piazza e al mare per quanto è grande e profondo. 
È diritto alla primavera e all’estate. Alle foglie autunnali e alla neve.
È diritto al segreto e al silenzio, per pensare, immaginare, partarti sottovoce.
È diritto ad inventare quello che non c’è. A dire no a quello che non mi piace. 
È diritto alle mie domande e alle mie risposte.
È diritto a voler bene a un sasso, a un filo d’erba, all’orecchio di un gatto.
È diritto al buio, per vedere le stelle. È diritto al sole, per scoprire che brucia gli occhi.
È diritto di esplorare, scoprire il mondo…
È diritto a piangere e ridere per una cosa che non fa ridere e non fa piangere nessuno.
È diritto di non essere d’accordo con te. Di litigare.
È diritto di scoprire che tu sei più bravo di me e che io sono più bravo di te.
È diritto di amarti e di amarmi.
È diritto di sbagliare. Diritto di prendermi una sgridata. Diritto al tuo rispetto.
Diritto di sapere da te che non posso fare tutto quello che mi passa per la testa.
Diritto di sapere da me che non puoi fare tutto quello che ti passa per la testa.
Diritto di dirti che non hai il diritto di dirmi le tue regole del gioco, se prima non hai ascoltato le mie.
È diritto di non giocare, se non ne ho voglia, perché sono cresciuto.
Anche se questo ti rende triste.
 
Giovanna Zoboli
 

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